Bits & Bytes

Un ciclo di lezioni per approfondire l’impatto delle tecnologie digitali nel campo dell’arte contemporanea.

Tutti gli incontri si svolgono alla Galleria Civica di Modena, presso Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103 – Modena. Il biglietto di ingresso è valido per tutti i quattro incontri in programma. Ingresso gratuito per gli under 18 e gli over 65.

GIOVEDÌ 18 OTTOBRE 2018, ORE 18

L’arte dopo la rivoluzione digitale
Valentina Tanni, Docente di Digital Art al Politecnico di Milano

La lezione di Valentina Tanni analizza la profonda influenza che le tecnologie digitali hanno avuto sull’arte contemporanea, presentando le diverse forme espressive adottate dagli artisti dagli Anni Sessanta a oggi, in un percorso che parte dalle prime sperimentazioni con i computer e arriva fino alle ricerche post-internet.

Valentina Tanni è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di Media Connection (Roma e Milano, 2001), le collettive Netizens (Roma, 2002) e L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati (Siracusa, 2003), Maps and Legends. When Photography Met the Web (Roma, 2010), Datascapes (Roma, 2011) e Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing (Roma, 2012), Nothing to see here (Milano, 2013), Eternal September. The Rise of Amateur Culture (Lubiana, 2014), Stop and Go. L’arte delle gif animate (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione Fotografia e Nuovi Media (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano.

Valentina Tanni

GIOVEDÌ 29 NOVEMBRE 2018, ORE 18

Un percorso nell’audiovisivo espanso, dalle avanguardie storiche al contemporaneo
Claudia D’Alonzo, Docente di Net Art all’Accademia di Brera, Milano

La lezione di Claudia D’Alonzo ripercorre l’evoluzione delle pratiche audiovisive e multimediali nel panorama dell’arte contemporanea e la progressiva interazione con il mondo delle performance elettroniche dal vivo: un percorso che ha portato numerosi artisti a dare vita a installazioni spaziali sempre più immersive e tecnologiche, in cui suono e immagine agiscono in perfetta sinergia.

Claudia D’Alonzo è ricercatrice, curatrice, docente e media specialist. PhD in Audiovisual Studies, è docente di Net Art presso l’Accademia di Brera a Milano, di Fenomenologia dei Media presso l’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo e di Storia del Cinema e del Video all’Accademia di Belle Arti di Verona. Ha pubblicato saggi, cataloghi e articoli per editori e magazine nazionali e internazionali su argomenti quali: arte e nuove tecnologie, arte e scienza, nuove forme dell’archivio, cinema espanso, audiovisivo sperimentale e percezione.

Claudia D’Alonzo

SABATO 19 GENNAIO 2019, ORE 17

Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo: l’arte di Ryoichi Kurokawa
Ryoichi Kurokawa, artista
Marco Mancuso, Docente di Fenomenologia dell’Arte Contemporanea a NABA, Milano

L’incontro tra il critico e curatore Marco Mancuso e l’artista Ryochi Kurokawa verterà sull’analisi e la conoscenza del lavoro di uno dei più importanti artisti contemporanei, partendo dalle opere esposte in all’interno della mostra al-jabr per allargare i confini della discussione alla sua pratica artistica e la sua ricerca a cavallo tra tecnologia e natura, suono e immagine, astrazione e poesia, impianto estetico e modellazione algebrica.

Ryoichi Kurokawa (Osaka, 1978) è un musicista e artista visivo e multimediale che vive e lavora a Berlino. A partire dal 1999 le sue opere sono state presentate in festival e centri d’arte internazionali tra cui Centre Pompidou (Parigi, 2018), Palais de Tokyo (Parigi, 2017), FACT (Liverpool, 2016), Biennale di Venezia (2011), Transmediale (Berlino, 2009), Tate Modern (Londra, 2007). L’interesse verso la scienza lo ha portato a collaborare con l’astrofisico Vincent Minier e con il Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica.

Marco Mancuso è critico, curatore, docente ed editore indipendente che focalizza la sua ricerca sull’impatto delle tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea. Fondatore e direttore dal 2005 della piattaforma Digicult (http://digicult.it/), del Digimag Journal, dell’agenzia Digicult Agency e della casa editrice Digicult Editions, insegna “Culture Digitali” e “Fenomenologia dell’arte contemporanea” presso NABA e IED a Milano, “Sistemi editoriali per l’arte” presso l’Accademia Carrara di Bergamo ed è visiting lecturer alla RUFA di Roma. Fa ricerca e cura mostre e progetti sul rapporto arte-tecnologia ed è stato partner di molte delle più importanti istituzioni del settore. Tiene conferenze e prende parte a tavole rotonde e incontri. Collabora con lo spazio per l’arte Adiacenze di Bologna e ha recentemente pubblicato per Mimesis il libro “Arte, tecnologia e scienza. Le Art Industries e i nuovi paradigmi di produzione nella New Media Art contemporanea”.

Ryoichi Kurokawa

Marco Mancuso

GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO 2019, ORE 18

Il viaggiatore mentale: l’arte post-internet di Jon Rafman
Jon Rafman, artista
Domenico Quaranta, Docente di Sistemi Interattivi all’Accademia di Belle Arti, Carrara

L’incontro tra il curatore e critico Domenico Quaranta e l’artista Jon Rafman approfondirà le tematiche suggerite dalle opere incluse nella mostra Il viaggiatore mentale, presentando la ricerca artistica dell’autore canadese, tra i primi artisti internazionali a dedicare il suo intero lavoro all’impatto e alle conseguenze che le tecnologie digitali hanno avuto nella società contemporanea.

Jon Rafman è nato a Montreal nel 1981, dove vive e lavora. Dopo gli studi di filosofia e letteratura alla McGill University di Montreal, Rafman si è diplomato in Film, Video e New Media alla School of the Art Institute di Chicago. Fin dalle sue prime opere audiovisive nella metà degli anni Novanta l’artista si è occupato delle ripercussioni che l’utilizzo dei dispositivi tecnologici hanno avuto e continuano ad avere sulla percezione del reale. Tra le sue mostre personali più recenti: Dream Journals 16 – 17, Sprüth Magers, Berlino, (2017-2018); I have ten thousand compound eyes and each is named suffering, Stedelijk Museum di Amsterdam (2016); Jon Rafman, Westfälischer Kunstverein (2016).

Domenico Quaranta è critico d’arte e curatore. Il suo lavoro si focalizza sull’impatto dei media digitali sull’attività artistica. Collabora regolarmente con riviste internazionali come Frieze, Artpulse e Rhyzome. Dal 2005 ha curato numerose mostre internazionali ed è autore di In My Computer (2011), Beyond New Media Art (2013) e AFK. Texts on Artists 2011 – 2016 (2016), ha contribuito e curato numerose pubblicazioni, tra le quali GameScenes. Art in the Age of Videogames (2006) e THE F.A.T. MANUAL (2013). Attualmente insegna “Sistemi Interattivi” all’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è co-fondatore della piattaforma curatoriale Link Art Center di Brescia.

Jon Rafman

Domenico Quaranta

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